Che cos’è la coordinazione e perché è così importante? La risposta è molto semplice, la coordinazione ci permette di eseguire un esercizio o un gesto motorio correttamente e con la giusta tecnica.
Fa da sé che l’importanza di eseguire correttamente un esercizio ha i suoi benefici sia in termini di performance che di salute, un movimento sbagliato può alterare il carico dell’esercizio in distretti del corpo non pronti.
Quando parliamo di allenamento, spesso ci si dimentica quale sia la sua vera finalità: MIGLIORARE UNA PERFORMANCE.
Possiamo pertanto avere i nostri personali obiettivi, che possono essere tra i più disparati come perdere peso o cancellare i dolori, ma non potremmo evitare in una qualche maniera di migliorare qualcosa dal punto di vista prestativo.
Perché avviene questo? Il nostro corpo per sua natura tende al risparmio. In una programmazione adeguata, il corpo si abitua ad eseguire dei gesti cercando di superare il “compito” con la massima resa ma con il minimo sforzo. Per cui con la pratica e con la giusta tecnica avremo sempre più destrezza nel compiere il gesto che risulterà sempre più coordinato ed efficiente.
Vi sarà sicuramente capitato di vedere un atleta eseguire un gesto atletico di elevata difficoltà con una scioltezza e naturalezza disarmante.
Cosa avviene? Nella lettura scientifica quando si parla di gesto motorio si fa riferimento ad un sistema a feedback.
Ogni movimento prima di essere eseguito, viene programmato dalla nostra centralina che “immagina” quale dovrà essere il movimento da eseguire ne traccia uno schema di attivazione e passerà tramite impulsi nervosi il messaggio ai nostri muscoli. Durante l’esecuzione e soprattutto una volta eseguito il movimento i nostri recettori sensoriali daranno il loro feedback al nostro cervello che archivierà i successi e le criticità al fine di correggere e rendere più sinergico il movimento in futuro.
Sempre dalla lettura scientifica possiamo apprendere che per imparare la tecnica di un esercizio e averne padronanza, si deve passare attraverso tre momenti.
1 – Apprendimento motorio “Fase della coordinazione grezza”
Si crea una macrostruttura e la gerarchizzazione di schemi d’azione. Si schematizza il gesto tecnico passo per passo e viene data una sequenzialità di ciò che si deve fare prima e ciò che si deve fare dopo. Questa fase sarà fortemente influenzata dalla memoria motoria (le nostre esperienze pregresse), dalla motivazione e chiaramente dalla comprensione del compito.
Per riassumere avremo:
3 – “Fase della coordinazione fine”
Frutto della ripetizione continua e degli errori commessi, in questa fase si va ad affinare la tecnica eliminando tutto ciò che è superfluo e che ci affatica inutilmente. Per cui avremo:
3 – Adattamento e trasformazione dei movimenti
Una volta appreso e affinato le abilità motorie si avrà la capacità di trasformarle e trasferirle a diverse condizioni e situazioni come ad esempio migliorando l’equilibrio precario.
Per cui l’esecuzione del movimento sarà automatizzata, permettendo così di concentrarsi su altri aspetti della performance.
Quindi rendere la tecnica di un esercizio più efficace e più coordinata ci permetterà di avere i giusti schemi motori, ritmo e propriocezione.
Apprendere e affinare la tecnica degli esercizi e dei gesti ovviamente consente di ridurre il rischio di infortunio.
Nell’apprendimento della tecnica di qualsiasi esercizio si deve necessariamente passare dai tre passaggi sopra descritti. Se prendiamo come esempio un semplice salto, dobbiamo creare gli schemi grezzi mettendo in chiaro i punti chiave dell’esercizio. All’inizio l’esercizio sarà quasi robotico, poi inizieremo ad interiorizzare questo schema per renderlo più fluido fino a che esso diventerà automatico e si potrà aggiungere una difficoltà come carichi, equilibri precari, fino a combinarlo con altri esercizi e usarlo in altri contesti.
Basti pensare a tutti gli sport che usano il salto tra i loro gesti.
Se non si procede in questo modo l’esercizio non avrà efficacia sia muscolare che di prestazione. Se prendiamo di nuovo come esempio lo schema motorio del salto, se non corretto e coordinato metteremo più enfasi su quadricipite annullando il gluteo, il salto sarà meno alto e attiveremo schemi compensatori con altri muscoli sollecitati e andremo a caricare su altre articolazione rendendo l’esercizio anche potenzialmente pericoloso.
Spesso ci si perde nel voler perseguire subito l’obiettivo, ma è importante non affrettare i tempi.
Se il nostro obiettivo è dimagrire e/o mettere massa muscolare non possiamo pensare di farlo con programmi ed esercizi che non rispecchiano il nostro stato di preparazione e sorvolando lo studio della tecnica.
Nei primi approcci con l’allenamento, uno degli errori più diffusi, è quello di escludere gli esercizi a corpo libero. Concentrarsi esclusivamente sui macchinari, limita i feedback propriocettivi, che saranno molto ridotti, perché sarà la macchina ad obbligarci ad un movimento.
Così come tutti gli strumenti di elettrostimolazione che oltre ad essere poco funzionali agli obiettivi non ci daranno feedback corretti per migliorare l’esercizio.
La coordinazione ci è utile nella vita di tutti i giorni, trasferire le abilità apprese con uno specifico movimento ad altre situazioni di vita ci semplifica e migliora le azioni quotidiane. Pensate per esempio a quanto possa essere utile lo schema motorio di base dello stacco quando si deve prendere un peso da terra o una confezione di acqua.
Quello che dobbiamo sempre tenere in mente è che gli obiettivi e i risultati sono importanti ma che l’allenamento deve far parte di un processo di cambiamento più grande: LA VITA!
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